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La possibilità di velocizzare un processo così lungo come quello di ricopiare a mano ogni libro e rendendo possibile la diffusione delle informazioni su vasta scala, e quindi una conoscenza universale e scientifica grazie a testi facilmente leggibili, rivoluzionò il processo di comunicazione, diffondendosi gradualmente nelle diverse culture.
La stampa era il primo passo per uniformare la conoscenza, e dai punzoni di Gutenberg a oggi la stampa ha fatto moltissimi passi in avanti. L’invenzione della stampa ha permesso al genere umano di “fermare” momenti storici di grande importanza e tramandare di generazione in generazione favole, racconti e spiegazioni scientifiche. Senza la stampa i grandi sviluppi tecnologici che hanno portato alla nostra situazione attuale sarebbero stati impossibili e molto più complessi da raggiungere.
Con il passare del tempo ovviamente le tecniche si sono affinate e gli strumenti sono stati modificati e negli ultimi anni l'elettronica e la miniaturizzazione hanno permesso alla tecnologia di stampa di fare letteralmente dei passi da gigante. Si pensi alle prime stampanti ad aghi degli Anni per arrivare alle stampanti laser dei nostri giorni, passando per le stampanti a getto inchiostro: un evoluzione velocissima e apparentemente inarrestabile.
In ogni caso, l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg ha portato a conseguenze talmente tanto positive, come quelle citate precedentemente, che alcuni europei, fieri della propria superiorità tecnica in questo campo, dissero che l’invenzione della stampa, con quella della scrittura era una delle pietre miliari dello spirito umano. Si iniziò per questo motivo, a Magonza, a festeggiare il bicentenario e il tricentenario dell’invenzione e venne costruita una statua raffigurante Gutenberg per poter brindare a suo nome.

MUTAMENTI SOCIALI CON L'INVENZIONE DELLA STAMPA

Oltre però alle conseguenze positive, è necessari ricordare anche i lati più negativi di questa innovazione. 

Alcuni commentatori, infatti, avrebbero preferito che la nuova epoca non fosse mai arrivata poiché alcune figure lavorative erano minacciate dalla nuova tecnologia, come gli amanuensi. Una conseguenza negativa poi fu il problema della raccolta e l’esplosione dell’informazione che rese necessari nuovi metodi per raccoglierle. Nel Cinquecento infatti, vi era una sovrabbondanza di libri e fu quindi necessario ingrandire le biblioteche che diventarono talmente grandi da rendere difficile l’organizzazione della biblioteca e la ricerca dei libri. Ad ogni modo, alcuni studi hanno osservato che l’invenzione della stampa mutò la struttura occupazionale. I tipografi costituivano un nuovo mestiere e coloro che erano addetti alla correzione delle bozze diventarono un gruppo nuovo e un lavoro vero e proprio. Vennero poi aumentati il numero di librai e bibliotecari. Con i giornali d’informazione poi aumentarono le preoccupazioni per gli effetti della stampa, in quanto essi portavano  le notizie che si dicevano “turbassero l’Umanità”.

Per il clero poi, il problema era che la stampa permetteva anche alle persone degli ultimi livelli nella gerarchia sociale e culturale di studiare da soli i testi religiosi, invece che affidarsi agli insegnamenti delle autorità. I libri infatti divennero un bene comune e diffuso, e la stampa contribuì all’alfabetizzazione di massa, specialmente nei paesi protestanti, perché lì il singolo fedele, per poter leggere la bibbia, doveva essere alfabetizzato.

Dunque nei paesi protestanti la maggior disponibilità di libri sacri e bibbie, garantita dalla stampa, ha significato una maggiore diffusione dell’alfabetizzazione, mentre nei paesi latini ci metterà invece molti decenni, se non secoli, a prendere piede. 

Si arrivò poi, grazie alla stampa, ad avere la possibilità di diffondere nuove idee e nuovi fermenti culturali. Ad  esempio, il successo delle idee di Martin Lutero, che grazie alla stampa riuscirono a spargersi e a diffondersi rapidamente. Il grande successo della riforma protestante e la grande guerra che si combatte nel cinquecento tra i calvinisti e i luterani da una parte e i cattolici dall’altra è stata infatti una guerra fatta di libri stampati, manifesti, foglietti di propaganda, e quando la Chiesa decise che la bibbia stampata in una lingua che non fosse il latino nono andava bene, era proibita e non ci doveva essere, allora i protestanti cominceranno a stamparla. Quindi si può dire in un certo senso che il grande scontro fra la riforma protestante e la controriforma è uno scontro reso possibile anche grazie all’esistenza della stampa.

L’invenzione della stampa ha portato dunque ad una rivoluzione incredibile e ha conseguenze importanti.

Una domanda che può sorgere spontanea a questo punto è: si può paragonare l'invenzione della stampa per mutamenti e stravolgimenti sociali, come effetti, a quello che ha avuto Internet ai  giorni nostri?

Sicuramente sia internet che la stampa sono due rivoluzioni enormi, spesso messe a confronto poiché entrambe permettono una divulgazione delle informazioni più accessibile e veloce per tutti. oltre che rendere maggiormente accessibile il sapere però, entrambe queste innovazioni hanno permesso anche  la moltiplicazione dell’ignoranza, delle fake news, etc. Tuttavia,  nonostante sia vero che la stampa, permettendo di stampare gli almanacchi, le profezie e i calendari aveva anche questo lato negativo, nell’insieme stampare un libro rimaneva un grosso investimento e quindi non era così immediata la decisione, a differenza di come può accadere oggi per la pubblicazione di un post.

Altra grande differenza è che mentre oggi gli inventori di internet e tutto ciò che a internet si collega fano ricchezze inaudite, Gutenberg è finito travolto da quella disputa giudiziaria con il suo amico Fust, e ciò lo ha portato ad essere dimenticato in povertà.

Forse anche questo è un segno della scarsa velocità dei tempi a quell’epoca. Va tuttavia sottolineato che, nonostante questo sia vero, in futuro nessuno si ricorderà i nomi di quelli che avevano inventato internet, mentre di Gutenberg ci ricorderemo per sempre

Diciamo che però, presentarla come l’agente del mutamento significa attribuire un’eccessiva importanza al mezzo di comunicazione a discapito degli autori, stampatori, lettori che utilizzarono la nuova tecnologia per i propri diversi scopi.

Possiamo dunque vedere la stampa a caratteri mobili come un catalizzatore, che favorisce i mutamenti sociali pur non costruendone l’origine

Content creator:

Ester Bisiol e Vanessa Bonelli

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