
alcune curiosità sulla stampa
LA STAMPA A CARATTERI MOBILI ARRIVA IN ITALIA
Alla morte di costui, avvenuta proprio all'indomani del loro arrivo, si trovarono alle dipendenze del cardinale domenicano spagnolo Giovanni Torquemada, zio del celebre e durissimo grande Inquisitore Tommaso Torquemada. Mentre lo Hahn restava a Roma sotto il diretto controllo del cardinale, gli altri due si recarono a Subiaco nel monastero benedettino di Santa Scolastica, dove allora i monaci erano quasi tutti tedeschi e di cui era abate commendatario lo stesso Torquemada. La prima opera stampata in Italia, di cui abbiamo testimonianza fu un’antologia dei testi di Cicerone che porta la data del 1465 realizzata per il papa.
Inoltre, il nostro paese divenne durante il rinascimento uno dei principali centri dell’epoca, e i nuovi tipografi contribuirono a inventare caratteri inediti e nuove forme di impaginazione.


L’Italia ebbe un ruolo rilevante nella prima età della stampa.
Il primo libro stampato fuori della Germania fu realizzato nel monastero di Santa Scolastica a Subiaco, un monastero tra Lazio e Abruzzo. La nuova invenzione della stampa a caratteri mobili da Magonza fu trasferita a Roma tra il 1464 e il 1467 tramite tre tipografi tedeschi: Sweynheim, Pannartz e Hahn.
I tre artigiani già collaboratori del Gutenberg a Magonza furono chiamati a lavorare alla Corte di Roma dal tedesco cardinale Nicolò Cusano.
Il primo tipografo italiano fu Giovanni Filippo di Lignagole, attivo a Roma nella seconda metà del quattrocento. In pieno clima umanistico, contribuì alla riscoperta e alla diffusione dei classici con la stampa di opere di autori latini, tra cui Orazio, Svetonio e Quintiliano mentre il più importante editore italiano a cavallo tra quattro e cinquecento fu Aldo Manuzio, che introdusse diverse innovazioni destinate a durare fino ai nostri giorni. Tra queste l’invenzione del carattere corsivo e la definitiva sistemazione della punteggiatura. Manuzio fu il primo a usare il punto come chiusura di periodo e a utilizzare la virgola, l’accento e l’apostrofo in forme moderne, come sua fu anche l’invenzione del punto e virgola.
LA BIBBIA A 42 LINEE

Fu il primo libero ad essere stampato con la tecnica dei caratteri mobili in Occidente. Si componeva di due volumi e furono realizzate 40 copie su pergamena e 140 su carta di canapa.
Gutenberg insieme a Fust decise di stampare un testo, ossia la Bibbia cristiana.
Fust prestò a Gutenberg 1600 fiorini olandesi e con questo denaro Gutenberg assunse una ventina di operai e acquistò i materiali per la stampa. Furono fusi 290 tipi di carattere. Essa venne stampata in caratteri gotici e venne chiamata la Bibbia a 42 linee, perché derivava dal numero di righe delle due colonne perfettamente allineate a destra della pagina. Nel 1455 debuttò
ad una Fiera del Libro a Francoforte e nessuna copia rimase invenduta.
La bibbia rappresenta dunque un vero e proprio salto di qualità a confronto con le prime pubblicazioni di Gutenberg. Per la sua natura e portata l’impresa non ha precedenti. Ogni bibbia è composta da 1268 pagine, e se ipotizziamo una tiratura di 180 bibbie equivale a 232 mila passaggi sotto la pressa, si calcola che siano necessari circa 21 mesi per stampare circa 180 copie
LA VITA DI GUTENBERG

Quello che sappiamo su Gutenberg è in realtà molto poco, forse nulla. Tutta la sua vita è segnata da misteri, non sappiamo con precisione quando è nato o morto, non abbiamo una sua firma, un suo ritratto e non abbiamo prova certa che sia stato lui a inventare qualcosa. Non
In ogni caso, nacque a Magonza nel 1400 circa ed era un orafo e tipografo tedesco. Era un membro della famiglia patrizia dei Gensfleisch, una famiglia alto borghese e per questo Gutenberg ha avuto modo di avere un’istruzione di alto livello, probabilmente frequentando una scuola monastica.
Nel 1929 la sua giovinezza fu interrotta dalle corporazioni di artigiani e commercianti di Magonza che si sollevarono e che costrinsero all’esilio le famiglie di potere. Le prove che abbiamo lo collocano, 5 anni dopo la fuga, a Strasburgo dove iniziò a creare il suo investimento che verrà ben presto riconosciuto come la stampa a caratteri mobili.
Questa invenzione lo porterà poi nel 1999 ad essere dichiarato “Uomo del
Millennio” dagli storici americani per la sua invenzione.
LE PRIME FUNZIONI DELLA STAMPA

È interessante sotto questo punto di vista vedere come le tecnologie non sempre vengono applicate come a noi sembra ovvio, poiché all’inizio l’idea della stampa era concepita come qualcosa di utile per l’industria tessile, che era poi la principale industria dell’Europa del medioevo. La stampa allora serviva a stampare disegni sui tessuti, sugli abiti, però già all’inizio del quattrocento era venuta l’idea di stampare dei disegni ornamentali da appendere in casa, le elittografie. L’idea di Gutenberg però è stata un'altra, ossia quella di produrre testi, che già allora si sapevano fare (bastava produrre una matrice in cui si riproduceva l’intero testo da stampare, ma questo comportava un enorme dispendio di fatica e un enorme spesa per poter stampare un unico testo). Gutenberg rivoluziona la stampa in quanto inventa i caratteri mobili.